Come sempre le tragedie mi ricordano di non sottovalutare le cose che mi fanno essere felice e soprassedere sulle lamentele per quello che non ho.
Accontentarsi non rende, è vero, ma dare il giusto valore alle cose sì. E allora escono dalla classifica i sandali arancioni, il lavoro che non mi entusiasma, le persone a cui “non piaci abbastanza”, la paura che sia troppo presto… e lasciano il posto alle ore da dedicate a guardare il sole, alla telefonata che rimando da giorni, a chi anche da lontano riesce a farmi sentire il suo affetto.
E ancora una volta, dopo 3 anni, cambio il mio punto di vista…
